Un'operazione coraggiosa, e solo il Dr. Pietro Valente poteva accettare la sfida di pubblicare, con la sua Casa Editrice, CentoAutori (www.centoautori.it), alcuni tra i più sopraffini narratori europei per lo più ignorati in Italia. Questo ci permetterà, attraverso le traduzioni di esperti/e conoscitori, di apprezzare opere che, pur avendo gran riscontro di critica e pubblico nelle rispettive nazioni, erano sino a ieri fruibili solo a coloro che possedevano la capacità di goderne in lingua madre.

Per il momento, e nello specifico, ci occuperemo del primo autore tradotto dalla CentoAutori, Benito Pèrez Galdós, di cui si pubblica il racconto, “Il Romanzo Nel Tram”, che inaugura una nuova serie di “veloci appuntamenti con la lettura”.
Benito Pérez Galdós è una delle figure più emblematiche della letteratura realista della Spagna ottocentesca, unanimemente considerato lo scrittore iberico più importante dopo Cervantes. Galdós nasce a Las Palmas (Isole Canarie) nel 1843 e qui compie i suoi primi studi. Decimo figlio di un militare, poco meno che ventenne si trasferisce a Madrid per studiare Diritto, ma senza limitare la sua grande passione per i viaggi; infatti visita a lungo l' Europa. Nel 1867 a Parigi conosce Baudelaire, che gli permette di entrare in contatto con la narrativa naturalista e realista a lui sconosciuta, e che lo influenzerà enormemente.
Nel 1873 viene pubblicato quello che rappresenta l'inizio vero e proprio della sua carriera letteraria: la prima serie degli “Episodi Nazionali”. È questa una storia romanzata della vita spagnola nel XIX secolo sullo sfondo dei grandi episodi storici e con cui Galdós vuole rappresentare la “vita, il sentire e perfino il respiro della gente”.
La fama di Galdós è legata, oltre a questa immensa opera di 34 romanzi scritti in epoche diverse, anche e soprattutto agli altri suoi romanzi, spesso trasferiti sul grande schermo. La sua carriera è caratterizzata da un nitido e marcato realismo: è un osservatore geniale, dalle spiccate intuizioni che gli permettono di riflettere sia gli ambienti e le azioni che descrive, che i ritratti perfetti di luoghi e personaggi. I suoi protagonisti -di cui egli stesso spesso si burla ma di cui ne traccia le caratteristiche esistenziali utilizzando per ognuno di loro un apposito linguaggio- sono persone che vivono in miseria, umili, ingenui e semplici: le frasi in corsivo, che si trovano tra le pagine dei suoi romanzi, stanno ad indicare le sciocchezze che fa loro dire o fare, proprio per sorriderne per primo.
I suoi racconti furono malvisti, sia dai politici conservatori che dalla chiesa, poiché egli raccontava realtà umane e sociali che si preferiva tener nascoste, ma furono invisi anche agli scrittori suoi contemporanei, che lui stesso definì “incapaci di descrivere la vita”.
Galdós si mise al servizio della verità e specialmente della “verità sociale”, e la tal cosa gli costò il Premio Nobel, dato che gran parte della Reale Accademia della Lingua Spagnola era contraria ad un suo ufficiale riconoscimento letterario e non ne appoggiò la candidatura.
Il racconto “Il Romanzo Nel Tram” (La Novela En El Tranvía) viene pubblicato nella pregevole traduzione di Tiziana Affinito, ispanista che si è laureata in Lingua e Letteratura Spagnola proprio con una tesi su Benito Pérez Galdós e che è stata docente di Lingua Spagnola all’Università Federico II di Napoli e collaboratrice della cattedra di Lingua e Traduzione Spagnola dell’Università Suor Orsola Benincasa. Così la Affinito sintetizza, nella quarta di copertina, l’opera che ha curato:
“Un viaggiatore, seduto su di un tram che attraversa tutta Madrid, percorre con lo sguardo l’interno della vettura e si lascia andare a pensieri e riflessioni alla luce dei quali la carrozza diviene addirittura metafora dell’esistenza umana. D’improvviso però la scena cambia. Il racconto di un triangolo d’amore, gelosia e ricatto che un conoscente gli fa, spalanca infatti per il viaggiatore/narratore le porte di una dimensione parallela. Realtà, sogno, fascinazione letteraria cominciano così a fondersi nel torpore che l’incedere sonnacchioso del tram regala. Accade allora che nella carrozza comincino ad apparire proprio i protagonisti di quella vicenda passionale, a metà strada tra realtà e visione. A questo punto il viaggio in tram diventa il romanzo “nel” tram; un romanzo che per Galdós costituisce anche un atto d’accusa della situazione della letteratura spagnola”.
Questo breve racconto altro non è che una metafora di un'esistenza -la parabola della nostra vita- dove c'è un inizio, qual è la nascita ed inteso come l'abbrivio del tram; vi è un percorso, quello che facciamo durante la nostra esistenza terrena e che il bus ferrato compie per il suo giro, e dove, al suo interno e durante il tragitto, stradale ed esistenziale, vi trovi un mondo variegato costituito dai passeggeri e dagli eventuali ed occasionali incontri; e dove, alla fine e per tutti, ci sarà l'ovvio capolinea quando, nolenti o magari soddisfatti di quanto vissuto, si dovrà lasciar spazio ad altri. Chiaramente è nel bel mezzo della “corsa” che si faranno le conoscenze più disparate; relazioni che porteranno il “viaggiatore” a viverle da attore protagonista e dove volendo -se proprio il percorso risulta sempre identico e uniforme- si può talvolta far ricorso alla fantasia, al metafisico, all'irreale che resta, però, parte acquisita di un sogno che rasentando la realtà lascia spazio alle passioni vissute, le quali non sempre sono riconducibili a tangibili riscontri.

Il Romanzo Nel Tram, prima pubblicazione di questa ennesima avventura editoriale chiamata SpeedDate e diretta da Tobia Iodice, vede come ulteriore uscita “La Conchiglia”, (Školjka) di Ivan Aralica -narratore croato e figura primaria della prosa d'arte del suo paese, tradotto da Suzana Glavas, docente di lingua croata presso l’università Orientale di Napoli.
Due opere e due autori, insomma, attraverso i quali la CentoAutori vuole avvicinare il grande pubblico non solo a racconti e novelle da ogni parte del mondo ma anche a capolavori dimenticati di grandi scrittori stranieri in nuove straordinarie traduzioni.