Home CentoNews Casalesi: arrestato Giuseppe Iovine, fratello del boss Antonio detto 'o ninno'
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Napoli. Escalation di scippi e rapina

    di Pier Paolo Milanese   Non si ferma l'escalation di violenza e aggressioni in città. A finire nel mirino sono i turisti che affollano la città  in questo momento per la kermesse del Maggio dei Monumenti e il concerto di Bruce Springsteen e che diventano obiettivo di scippi e raid brutali. Ieri due le vittime degli assalti che si sono consumati a distanza di poche ore l’uno dall’altro. E in un caso a finire picchiato e ferito per un tentativo di scippo è stato un ex deputato americano: Brian Phillip Bilbray, 62 anni, fino al 2012 membro del congresso per la California,...

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Giugliano. Scatta sequestro beni a Mallardo

    di Pier Paolo Milanese     Non si ferma la lotta ai beni dei camorristi. Togliere ricchezze ai clan, sottrarre il patrimonio economico, stanare i prestanome è il sentiero per  la lotta contro la criminalità organizzata. Ieri mattina le forze dell'ordine nel corso di un blitz hanno sequestrato beni per un valore di 17 milioni di euro. Patrimonio in possesso al clan Mallardo, operante a Giugliano. Si tratta di appartamenti, quote societarie ma anche gioielli, 12 orologi di prestigiosi marchi, imbarcazioni e ditte.          Le indagini patrimoniali delegate al Gico della Guardia di Finanza di Napoli, hanno riguardato in particolare l'assetto riconducile a Feliciano...

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Guardano le vetrine ma sono ciechi

Guardano le vetrine ma sono ciechi

      di Arnaldo Capezzuto   Un'altra puntata del romanzo criminale “Falsi invalidi”. Nella trappola degli investigatori sono finiti altri furfanti. Erano ciechi ma ammiravano le  vetrine dei negozi. Poi facevano la spesa, leggevano i volantini al supermercato. E senza difficoltà sprovvisti di cane e bastone attraversavano la strada senza paura. Gli 007 della della Guardia di Finanza li hanno braccati filmandoli, pedinandoli. Cinque falsi invalidi sono stati acciuffati in flagranza di reato. E di fronte ai fatti neppure hanno tentato di balbettare qualche scusa. Ora sono tutti agli arresti domiciliari.         Tra loro anche un dipendente del II Policlinico di Napoli dove risultava “cieco...

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Ottaviano. Bloccato il figlio del boss Vollaro

    di Pier Paolo Milanese   Voleva incassare un assegno che risultava smarrito. Allo sportello l'impiegato ha traccheggiato un poco giusto il tempo di avvisare le forze dell'ordine e accertare chi era l'uomo che voleva a tutti costi i soldi in contanti. Così i carabinieri intervenuti presso l'istituto bancario hanno accertato che l'uomo visibilmente contrariato dall'atteggiamento dell'impiegato di banca era  Luciano Vollaro, 44 anni personaggio noto alle cronache non solo per il cognome ma anche e soprattutto perché ai vertici dell'omonimo clan camorristico di Portici. I militari dell'Arma lo hanno arrestato. Luciano  è uno dei 27 figli del capo storico del clan detto...

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Salerno, la truffa a Sky

      di Pier Paolo Milanese     Bastavano solo 135 euro per acquistare un apparecchietto che provvisto di telecomando consentiva di accedere ai servizi Sky. Un accesso del tutto abusivo e senza abbonamento. Una truffa organizzata bene e da gente esperta. Avevano costruito un portale ad hoc Futurbox da dove i possessori dell'abbonamento pezzottato bypassando autorizzazioni e licenze e vedevano a sbafo tutti i servizi che giravano sulla piattaforma Sky. Il fatto è stato scoperto dalla Guardia di Finanza della provincia di Salerno. Nelle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, le Fiamme Gialle hanno scoperto che con 135 euro era...

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Casalesi: arrestato Giuseppe Iovine, fratello del boss Antonio detto 'o ninno' PDF Stampa E-mail

L’uomo imponeva il pizzo agli imprenditori e commercianti del casertano. Un’attività centrale per i casalesi, come descritto nel libro Il Casalese.

 

Il blitz è scattato nella notte tra il 5 e il 6 giugno. A finire in manette Giuseppe Iovine, fratello del boss dei Casalesi Antonio, detto 'o ninno', e un altro affiliato al clan, Nicola Fedele, 31 anni. L’accusa è di estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso. L’arresto è avvenuto nell'abitazione di San Cipriano d'Aversa - dove viveva il fratello Antonio - su mandato del Gip del tribunale di Napoli e su richiesta della Dda napoletana. La polizia ha accertato che i due estorcevano un pizzo ad alcuni degli imprenditori e commercianti del casertano che variava tra i 200 e i 1000 euro.
Ma non solo. L’intimidazione e la soggezione delle vittime era tale che gli imprenditori hanno minimizzato gli episodi accertati dagli organi inquirenti, parlando di piccoli prestiti.
Dopo l’arresto del fratello Antonio, Giuseppe Iovine stava ricompattando le fila della famiglia Iovine, una delle principali e più potenti del clan dei Casalesi, dopo che il fratello Antonio era stato arrestato un anno e mezzo fa dopo 15 anni di latitanza. 
Massimiliano Amato, uno degli autori del saggio Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro, ha raccontato in modo efficace come è nata la camorra casalese e come il pizzo sia una delle attività economiche più remunerative della criminalità casertana.
“La vecchia mafia dei Mazzoni – scrive il giornalista dell’Unità - viene sostituita gradualmente da una nuova generazione di camorristi, a capo della quale si pone un giovane carrozziere di San Cipriano d’Aversa. Si chiama Antonio Bardellino. È cinico, spregiudicato, dotato di straordinaria intelligenza criminale. Dopo aver sgominato le residue sacche di resistenza cutoliane sul territorio, alla metà degli anni Ottanta è riuscito a diventare, grazie ai legami con i Nuvoletta di Marano, un punto di riferimento per Cosa Nostra siciliana. Trafficante internazionale di stupefacenti, Bardellino ha costruito tuttavia il suo potere criminale imponendo la legge del pizzo, a cui non è riuscita a sfuggire nessuna realtà economica del comprensorio. Si è servito, per il lavoro sporco, di una banda di guaglioni di Casal di Principe, i futuri boss della camorra casalese: dalla famiglia Schiavone (Francesco,Walter e Carmine), agli Iovine (Mario, suo braccio destro, e Antonio, detto ‘o ninno), agli Zagaria (Vincenzo e Michele) di Casapesenna. Una banda – conclude Amato ne Il Casalese - che presto si ribellerà al capo, sopprimendolo mentre è latitante in Brasile e prendendone il posto nella gestione degli affari illeciti.”
Questo nuovo duro colpo inferto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine arriva a poche ore dall’arresto di Antonio Pecchia, 73 anni, considerato il cassiere delle estorsioni.

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