Home CentoNews SICILIA, LOMBARDO: "PER L’ISOLA NON C’E’ UN RISCHIO DEFAULT"
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Ottaviano. Bloccato il figlio del boss Vollaro

    di Pier Paolo Milanese   Voleva incassare un assegno che risultava smarrito. Allo sportello l'impiegato ha traccheggiato un poco giusto il tempo di avvisare le forze dell'ordine e accertare chi era l'uomo che voleva a tutti costi i soldi in contanti. Così i carabinieri intervenuti presso l'istituto bancario hanno accertato che l'uomo visibilmente contrariato dall'atteggiamento dell'impiegato di banca era  Luciano Vollaro, 44 anni personaggio noto alle cronache non solo per il cognome ma anche e soprattutto perché ai vertici dell'omonimo clan camorristico di Portici. I militari dell'Arma lo hanno arrestato. Luciano  è uno dei 27 figli del capo storico del clan detto...

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Salerno, la truffa a Sky

      di Pier Paolo Milanese     Bastavano solo 135 euro per acquistare un apparecchietto che provvisto di telecomando consentiva di accedere ai servizi Sky. Un accesso del tutto abusivo e senza abbonamento. Una truffa organizzata bene e da gente esperta. Avevano costruito un portale ad hoc Futurbox da dove i possessori dell'abbonamento pezzottato bypassando autorizzazioni e licenze e vedevano a sbafo tutti i servizi che giravano sulla piattaforma Sky. Il fatto è stato scoperto dalla Guardia di Finanza della provincia di Salerno. Nelle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, le Fiamme Gialle hanno scoperto che con 135 euro era...

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Porto, scoperti ormeggi abusivi

      di Pier Paolo Milanese   Torna il tormentone degli ormeggi abusivi. E' estate e puntualmente il lungomare viene preso d'assalto dai soliti noti che trasformano la “cosa pubblica” in “cosa loro”. A guastare gli affari i i carabinieri che con un blitz nella zona di Mergellina hanno controllato gli ormeggi presenti lungo il litorale constatando la presenza di numerosi attracchi abusivi. Durante le operazioni sono state sequestrate oltre trenta imbarcazioni e numerose boe e gavitelli. Complice la bella giornata e il mare calmo, numerose barche avevano già lasciato gli ormeggi. Tre persone, ritenute responsabili di avere allestito le tre strutture (ciascuna lunga...

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Ostia. Catturato latitante del clan Contini

    di Pier Paolo Milanese   Si nascondeva in una villa a Ostia Antica in provincia di Roma il reggente del clan Contini operante nella zona dell'Arenaccia. A pizzicarlo sono stati gli agenti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con la Squadra Mobile di Roma e del Servizio Centrale Operativo. Parliamo di Nicola Rullo, di 43 anni, soprannominato “ònfamon”, figura di primo piano del cosca che porta il nome di  Eduardo Contini attualmente detenuto.  Il pluripregiudicato Nicola Rullo da latitante si era rifugiato a Ostia Antica dove molto probabilmente si preparava a lasciare l'Italia. L'uomo al momento dell'arresto è...

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Frattamaggiore. Stanati i “signori” del pizzo

    di Pier Paolo Milanese   Avevano tentato di imporre il cosiddetto “pizzo di Natale”. Vittima predestinata il titolare di un calzaturificio di Frattamaggiore. Andavano a bussare alla porta delle attività commerciali dicendo di rappresentare il famoso e potente clan Moccia di Afragola. Le “visite” si facevano sempre più pressanti a ridosso di Natale, Pasqua e Ferragosto. Perché gli uomini delle cosce tradizionalmente scelgono queste tre scadenze per riscuotere il pizzo. Denaro che nella maggior parte dei casi serve per finanziare il welfare dei carcerati: stipendio ai familiari del detenuto e soldi per onorare la parcella dei legali. Il gettito appunto viene prodotto...

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SICILIA, LOMBARDO: "PER L’ISOLA NON C’E’ UN RISCHIO DEFAULT" PDF Stampa E-mail

 


PALERMO, 18 LUGLIO - "La Sicilia non è in rischio default ma vive una crisi di liquidità legata alla recessione con il resto del Paese. Avremo debiti e mutui da 5 miliardi, ma il Paese ha toccato il massimo con duemila miliardi di debito pubblico". Dopo l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio Mario Monti che sulla questione siciliana ha chiesto e ottenuto un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, arriva il commento del presidente della Regione, Raffaele Lombardo che in un'intervista minimizza la situazione e contrattacca: "A Monti spiegheremo che noi abbiamo un credito di un miliardo verso lo Stato, tra fondi per la sanità e Fas anticipati e fondi europei. Con questi soldi non avremo nemmeno problemi di liquidità".

"Noi - aggiunge - abbiamo un bilancio approvato, faremo un assestamento e poi certo, abbiamo una situazione difficile. Non solo una difficoltà siciliana, ma anche di tante altre regioni italiane. Poi lo Stato si inventa la spending review e i problemi sono i nostri. Tra Tremonti prima e Monti poi abbiamo dovuto pagare un miliardo in più di euro e abbiamo la spesa corrente come quella del 2001. C'è disinformazione quando si parla di camminatori e forestali, sono bugie e falsità". E rivendica anche un'iniziativa del suo esecutivo: "Il mio - dice Lombardo - è il primo governo che ha cercato di bloccare le assunzioni. Certo il numero è alto ma ce li siamo trovati e cosa dobbiamo fare? Sparargli?". Il governatore siciliano ha comunque confermato l'annuncio di dimissioni e ha "chiesto di riferire in Consiglio di ministri sulla situazione della Sicilia".
Ma il commissariamento sembra essere "l'unica speranza di salvezza" secondo molti, anche per il presidente dell'Ance Palermo Giuseppe Di Giovanna: "Il commissariamento della Regione, ad oggi, ci pare l'unica strada possibile per tentare di salvare il salvabile", cioè per uscire dal rischio default. "L'unica proiezione al futuro", insiste Di Giovanna, è rappresentata "dalla fine di un governo che, con la sua politica scellerata e clientelare, ha sancito la morte di tutte le categorie produttive nell'isola".
La preoccupazione per il default siciliano si fa sentire anche dalla Lega che teme una ripercussione del default siciliano sulle casse del Nord. "Avviso a Monti e Napolitano: non pensate di far pagare ancora una volta al Nord i debiti folli della Sicilia. Il nord ha già dato, ora basta!" ha annunciato il segretario federale Roberto Maroni. "Sollevando il problema della spesa in Sicilia, che è un grande 'nominificio' - dichiara il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini - Mario Monti ha compiuto un gesto di grande responsabilità istituzionale".

"La Regione Sicilia - ha aggiunto Casini - ha i conti fuori controllo. È vero che si tratta di una situazione in trascinamento da anni, ma in questo modo la Regione rischia di perdere i fondi europei". La lettera di Monti a Lombardo è "assolutamente legittima", secondo il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè secondo il quale "non esistono né seconde, né terze vie. I siciliani attendono le dimissioni di Lombardo e nessuno è legittimato a impedire loro di esprimersi, prima possibile e attraverso un voto libero e democratico, per indicare chi dovrà sradicare, anche attraverso l'aiuto del governo nazionale, la mal'erba della cattiva gestione economica e finanziaria della nostra Regione". La lettera del premier "è la chiara dimostrazione della gravità della situazione economico-finanziaria che alcuni vorrebbero insabbiare, gli stessi che ancora coprono la spudorata frenesia di un presidente della Regione che – ha commentato il senatore e segretario regionale siciliano dell'Italia dei valori, Fabio Giambrone - con cadenza quotidiana sforna nomine ad alto costo per l'erario". (9Colonne)

 

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