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San Giorgio a Cremano. Imponevano il pizzo ai noleggiatori di giochi elettronici

  Di Pier Paolo Milanese Vuoi noleggiare giochi elettronici? Allora devi rivolgerti al clan. Così accadeva a San Giorgio a Cremano, comune a Nord di Napoli. La gestione delle ditte di noleggio di giochi elettronici era completo appannaggio della famiglia Troia, capeggiata da Vincenzo Troia. Il boss  forte delle sue alleanze con i clan di Barra e San Giovanni a Teduccio aveva soppiantato lo storico clan Abate, detti anche 'Cavallari'. L’accusa perché di questo si tratta è stata formulata dalla Dda presso la Procura di Napoli. I carabinieri del gruppo di Torre Annunziata  hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare...

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Poggioreale. Pensionato stufo del baccano spara a fucilate

    di Pier Paolo Milanese      Il caldo e la follia. C'è un'ampia letteratura al riguardo. Ieri pomeriggio nel quartiere Poggioreale una conferma. Un vociare di bambini, le urla, gli sfottò mentre giocano a pallone. La partitella si svolge in un campetto del quartiere Poggioreale. A pochi metri dall'impianto sportivo abita un 67enne che proprio non sopporta quel baccano. Comincia a sbuffare e un “fastidio” da tollerare diventa invece motivo di odio, rancore. Non regge. Imbraccia il fucile e spara in aria per ben tre volte seminando il panico. Saranno gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura ad accertare i fatti e  denunciare...

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Torre del Greco. Blitz antidroga presi affiliati clan Falanga

  di Pier Paolo Milanese     L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. La poderosa ordinanza di custodia è stata notifica questa mattina dagli agenti a sette persone, ritenute a vario titolo legate al clan Falanga, attivo nella città vesuviana. I poliziotti  del locale commissariato, guidato dal primo dirigente Paolo Esposito, hanno eseguito i provvedimenti  emessi dalla Procura di Napoli in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia. Due degli arrestati si trovavano in Sardegna. L'inchiesta ha fatto luce sui traffici all'ombra della città vesuviana dove la polizia  ha smantellato un'organizzazione criminale dedita allo spaccio di...

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Centro storico. Massacrata di botte e lasciata in un sacco dell’immondizia

  Di Pier Paolo Milanese I medici non sciolgono la prognosi, le condizioni di Toska Xhuli, 24 anni, di nazionalità albanese restano gravissime. La sua vita resta appesa a un filo: è ricoverata in rianimazione ed è in coma. La giovane donna - giovedì sera - è stata massacrata di botte e chiusa in un sacco dell'immondizia. La violenza è avvenuta in un appartamento di via Tribunali nel centro storico di Napoli. La ragazza è ricoverata nel reparto Rianimazione dell'ospedale Loreto Mare, dove, nel corso della notte, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. E’ stata la vicina di casa, che...

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Giugliano. Assalti ai ristoranti e pizzerie

    Di Pier Poalo Milanese Nel mirino ristoranti, pizzeria e locali notturni. Niente di eclatante. I colpi era ben congeniati e scadenzati nel tempo. Nessun assalto plateale per intere settimane poi improvvise fiammate con rapine anche a distanza di pochi minuti. Come quella  in via San Giovanni a Campo, stradina a ridosso di via Dante Alighieri e via Maristi, l’altra nella popolata via degli Innamorati. In azione uomini armati di pistole e fucili a canne mozze. Tutti con volto coperto da passamontagna quindi irriconoscibili e difficili da individuare. Obiettivo preferito  dei balordi pizzerie e ristoranti, in special modo quelli particolarmente affollati. Il...

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LOMBARDO SI DIMETTE, SICILIA AL VOTO 28-29 OTTOBRE PDF Stampa E-mail

Al premier Monti durante l'incontro a Palazzo Chigi, Raffaele Lombardo aveva garantito che si sarebbe dimesso il 31 luglio. Cosi' e' stato. Sebbene fino all'ultimo qualcuno abbia cercato di fargli cambiare idea, Lombardo s'e dimesso ieri da governatore della Sicilia, non prima pero' di nominare due nuovi assessori. Sciolta l'Assemblea regionale (i 90 deputati, compreso Lombardo, rimarranno in carica fino all'insediamento del nuovo parlamento) si guarda al voto del 28 e 29 ottobre, data che sara' formalizzata dalla giunta nelle prossime ore. Il fondatore del Movimento per l'autonomia s'e' dimesso (rimane in carica per l'ordinaria amministrazione) davanti all'Assemblea, con un discorso durato quasi mezz'ora, alla fine applaudito anche dai banchi dell'opposizione, Udc e Pdl compresi. Due i motivi che lo hanno spinto a compiere questa scelta: uno giudiziario, per via dell'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, e l'altro politico. 'In un momento di crisi', ha detto, 'è necessario che il presidente della Regione possa esercitare appieno le sue prerogative, che non sia indebolito nel suo ruolo; per me purtroppo non è cosí' perche' 'dal 29 marzo 2010 a causa della mia vicenda giudiziaria, giocata abilmente sul piano mediatico con una ben orchestrata fuga di notizie, mentre nei fatti al governatore non è stato consentito dopo due anni e quattro mesi di essere interrogato'. Ha ricordato che 'per ben tre volte la pubblica accusa ha chiesto l'archiviazione' e 'non e' stato nemmeno chiesto un rinvio a giudizio'. Adesso 'da cittadino semplice, libero dalla mia carica, avro' il diritto e il dovere di far conoscere ai cittadini la verita' sull'indagine'. Poi ci sono le ragioni politiche. 'Le elezioni anticipate' e' convinto Lombardo, 'consentiranno alla Sicilia di essere sottratta a trattative nazionali, cosi' come è accaduto in questi sessant'anni: autonomia e partiti nazionali sono ontologicamente incompatibili'. Dopo di lui, auspica, 'una nuova fase di governo fatta da uomini liberi che sappiano eliminare la piaga dell'ascarismo e del trasformismo, che sappiano valorizzare l'autonomia e realizzarla, superando il concetto della pubblica amministrazione come ammortizzatore sociale e permettendo alla Sicilia di dialogare con lo Stato da pari a pari'. Un concetto ribadito pochi minuti alla stampa convocata a Palazzo d'Orleans, con lombardo affiancato dai nuovi assessori e dal suo vice, l'ex pm Massimo Russo che guidera' la fase di transizione fino alle elezioni. 'Se continuano a dirci che siamo brutti, sporchi e cattivi, che abbiamo i conti in disordine, che spendiamo male, che siamo un peso, che ci stiamo a fare insieme? Tanto vale che ci si separi consensualmente'. Non parla di secessione, ma poco ci manca e guarda all'isola di Malta come modello. In aula aveva bollato come 'tatticismo politico-mediatico' l'allarme default, definendo 'criminale e disonesto' perche' 'ha infangato la Sicilia a livello internazionale'. 'Abbiamo fatto i conti in questi quattro anni con i vincoli imposti dal governo nazionale - ha affermato -. Il debito dell'Italia è cresciuto fino a duemila miliardi di euro, il 120% del Pil; mentre la Sicilia lo ha in rapporto al 7% del proprio Pil". Per l'ex governatore e' in atto 'un'aggressione alla nostra autonomia regionale, non si parla piú di federalismo, si va affermando un nuovo centralismo attraverso il quale è piú facile operare una revisione della spesa, tagli imposti da organismi sovranazionali'. A chi considera l'isola 'una palla al piede' Lombardo risponde rilanciando l'autonomia come valore irrinunciabile. E forte dei poteri di protezione civile avverte che si occupera' anche 'delle tante emergenze rimaste in sospeso'; dai collegamenti con le isole minori al trasporto pubblico locale dalla proroga dei contratti di 6mila precari ai fondi per i dissalatori. Norme di spesa rimaste fuori dalla manovra di assestamento del bilancio, approvata dall'Assemblea prima delle dimissioni di Lombardo. Mancano 43 milioni di euro, mentre in cassa ce ne sono 13. E promette anche di mettere mano alla spending review, norma impantanata in commissione bilancio per veti politici. 'La proporremo per via amministrativa', ha garantito.

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